La Chiusa di Casalecchio di Reno: vieni a conoscerla!

Cos’è, quando è stata costruita, quali meraviglie e quali segreti porta con se’? Oggi vi parliamo della Chiusa di Casalecchio, perché se vogliamo parlare della nostra Casa non possiamo non parlare del suo monumento principe.

Riconosciuta, alla fine del 2010, come Patrimonio Messaggero di una Cultura di Pace a favore dei Giovani da parte dell’UNESCO, la Chiusa di Reno è un’imponente opera idraulica da tutelare non solo per Casalecchio ma per tutto il territorio bolognese. I racconti, le storie e gli aneddoti legati alla Chiusa sono davvero innumerevoli, quindi non perdiamoci d’animo: leggete qui per scoprire tutto quello che c’è da sapere sulla Chiusa del fiume Reno!

  • Cos’è una “Chiusa”?

Una forma di sbarramento posto attraverso un fiume o un canale per derivarne l’acqua in un altro percorso naturale o artificiale. Parlare di diga – spiega anche Pier Luigi Chierici nella sua Guida – è improprio poiché quest’ultima permette di ottenere un invaso d’acqua da utilizzare a scopi alimentari, civili, idroelettrici o agricoli.

Vista sulla Chiusa di Casalecchio di Reno - foto storica

 

  • Quando viene costruita la Chiusa di Casalecchio?

La necessità di uno sbarramento e di una deviazione delle acque del fiume Reno nasce durante il Basso Medioevo, quando la città di Bologna, priva di un corso d’acqua cittadino, ne registra sempre più l’esigenza per motivi civici e industriali. Era fondamentale captare le acque del Reno (e del Savena) e condurle all’interno delle mura.

 

  • A cosa serve e come funziona?

Il principale compito della Chiusa è (e soprattutto era) quello di catturare le acque del fiume Reno per approvvigionare i mulini che sfruttano le acque del Canale per la produzione tessile di cui Bologna, in età medievale, è punto di riferimento a livello europeo. Ad oggi il funzionamento della Chiusa è legato principalmente alle centrali idroelettriche che si stanno nel tempo costruendo lungo il percorso dei canali all’interno del territorio bolognese (Centrale idroelettrica Filanda, Centrale idroelettrica Cavaticcio).

 

  • Come si presenta?

Il maestoso impianto non è nato come ci appare ora, ma ha avuto una lunga evoluzione. Gli storici, addirittura, ipotizzano che inizialmente lo sbarramento si trovasse più a sud lungo il corso del fiume, nei pressi della Canonica. In un primo momento la Chiusa è composta da una struttura di legno, la cui manutenzione è affidata ai Ramisani (i comproprietari di un ramo del Reno, il Canale, riuniti in consorzio), poi, quando la proprietà passa ufficialmente al Comune di Bologna, l’amministrazione decide di costruire l’impianto in pietra per limitarne i costi di mantenimento. Numerosi sono gli interventi lungo il corso dei secoli: oggi la Chiusa si presenta come un muraglione conglomerato di pietre e sassi legato con calce e dalle numerose opere postume in muratura.

 

Abbiamo parlato della Chiusa e delle acque di Bologna con lo staff di MUDA: come rivalutare il territorio? Leggi qui!

 

  • Quali le principali caratteristiche tecniche?

La nostra Chiusa si presenta come un sistema ingegneristico “flessibile”: di fatti, lo sbarramento del fiume non è rigido ma permette comunque il deflusso di una parte di acqua, cosicchè la Chiusa stessa non venga sottoposta a una eccessiva pressione.  Il tratto dove l’acqua del fiume viene immessa nel corso artificiale del Canale viene chiamato Boccaccio per l’enorme bocca che caratterizza l’edificio. I paraporti, invece, rappresentano i luoghi strategici in cui il Canale viene ripulito prima di entrare in città, ributtando in Reno tutto il materiale depositato sul fondo. Gli archi ben visibili lungo le mura della Chiusa sono chiamate Bocche o Sfioratori e servono da scarico in caso di una piena nel Canale.

passerella reno

  • Chi si occupa della Chiusa?

Il custode della Chiusa è il vero tutore di quest’opera. In passato, infatti, da lui è dipeso il corretto flusso di energia che muove tutti gli opifici cittadini e l’economia del territorio, perciò è considerato un’importante autorità locale. La Casa di Guardia, infatti, si trova proprio all’imbocco delle acque dal fiume Reno al Canale artificiale, in modo da permettere un controllo costante e attento del livello del volume d’acqua in entrata. Ad oggi la Chiusa e il Canale hanno dei proprietari eredi degli antichi Ramisani: questi costituiscono il Consorzio della Chiusa di Casalecchio e del Canale di Reno.

 

  • Cosa rende la Chiusa così affascinante?

Il monumento casalecchiese, oltre alla bellezza ingegneristica che porta con se’, è stato spesso protagonista di numerose storie e curiosità legate a Casalecchio e alla sua comunità. Proprio per questo la Chiusa raccoglie le più magiche leggende: il mistero del Tesoro dell’isola Verde nasce dal ritrovamento di una mappa che vedrebbe indicato, sulle sponde del fiume Reno, proprio vicino alle mura dello sbarramento, un tesoro nascosto. Nel settembre del 1953 un ragazzo telefonò a tutti i giornali annunciando che era stato trovato un favoloso bottino di 700 monete d’oro. I giornalisti, accorsi sul posto, trovarono una fossa, ma nulla più.
E ancora, fra i racconti più strani, anche la leggenda di Tàc, uno dei facchini dello scalo merci alla stazione di Casalecchio, durante gli anni ’30. Alcune testimonianze ricordano come questo uomo avesse trovato una tana nascosta sotto la Chiusa e come avesse pernottato lì una notte intera dopo una battuta di pesca. Ma il mistero più irrisolto è quello del Fantasma Rosso, che ancora oggi si aggira lungo le mura della Chiusa.

Leggi la leggenda del Fantasma Rosso qui!

Scriveva Stendhal:

“Vado quasi ogni mattina a Casalecchio,
passeggiata pittoresca alle cascate del Reno:
è il Bois de Boulogne di Bologna”

Correte a visitare la Chiusa di Casalecchio di Reno: c’è ancora tutto da scoprire!

(Un ringraziamento a Pier Luigi Chierici e alla sua Guida alla visita della Chiusa di Casalecchio ed al primo tratto del Canale di Reno; e un ringraziamento all’archivio della Biblioteca Casa della Conoscenza)

 

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